08 luglio 2009
Da Colette spopola "Karl who?"
Tutti italiani alla Caviar House di Parigi
"Buonasera caro, temevo di non farcela e allora ho preso un volo privato...". Il bel signore italiano, in giacca blu, pantaloni grigi e cravatta Hermès, sui 50-55, saluta il direttore di sala della Caviar Kaspia House di Parigi, in place de la Madeleine, trés chic. E' insieme a una elegante signora più o meno coetanea e vengono accompagnati al "solito tavolo". In quelli accanto, ieri sera subito dopo il défilé di Chanel, gran parte degli ospiti sono italiani: c'è la signora delle scarpe di lusso, Paola Caovilla, che ha casa a poche centinaia di metri, vicino all'Eliseo, e c'è il "solito" Giambattista Valli (scusate se parlo ancora di lui), con un top manager di Saks Fifth Avenue. C'è Roberta Rossi di Rossimoda, l'azienda calzaturiera del Brenta rilevata dal colosso Lvmh, e c'è Noona Smith Petersen, una delle pierre più celebri (e temute dalla stampa) con un'amica americana.
Per tutti (o quasi) d'obbligo la patata con l'eccezionale Beluga e la "vodka con le paillettes": specialità polacca che alla Caviar House si consuma a ettolitri.
Chi dice che c'è la crisi per tutti sbaglia.
07 luglio 2009
Valli festeggia con Bianca Brandolini e Peter Beard
Giambattista Valli, si sa, è adorato dalle giovani socialite di tutto il mondo. Per sua fortuna, in generale sono anche molto magre e molto alte e indossano strabene i suoi stupendi abiti. Così, lunedì sera a Parigi, al nuovo ristorante-già-cult La Société, lo stilista italiano ha festeggiato la firma della nuova licenza con Mariella Burani Fashion Group (scaduto l'accordo con la Gilmar) insieme a Bianca Brandolini in abito ovviamente Valli stampato beige, bianco e nero, e al fotografo Peter Beard, che ha firmato l'ultimo calendario Pirelli, arrivato insieme a Giuseppe Zanotti e alla moglie Cinzia, in abito monospalla viola ortensia di Temperly, brand cool londinese per il quale Zanotti sta iniziando a produrre le scarpe (le fa anche per Balmain, Thakoon, Proenza Schouler).
Al tavolo del gruppetto, che ha fatto le ore piccole, anche l'ex modella Astrid Munoz e un non meglio identificato nipote dell'ex Scià di Persia. Quando sei a Parigi comprendi molto bene perché gli addetti ai lavori vorrebbero che sulle rive della Senna si trasferissero tutte le sfilate, ma proprio tutte: Milano sembra sempre più provinciale.
Da Armani Cate Blanchett oscura le altre star
Sono giovani e bellissime, come Megan Fox in grigio drappeggiato monospalla con bocca rosso fuoco e Kasia Smutniak, nuova testimonial per il lancio del profumo Idole d'Armani. Ma nel front row della sfilata Armani Privé, un'ora fa al Palais de Chaillot, con lo sfondo della Tour Eiffel, è Cate Blanchett che oscura le altre celebrities. Carnagione chiarissima, coda alta e trucco naturale, la diva indossa un abito di seta nero con maniche a pagoda ricamate, interamente dipinto a mano a motivi floreali, della collezione primavera di haute couture dello stilista di via Borgonuovo.
Cate, seduta accanto a Roberta Armani, fa sì con la testa al passaggio degli abiti da red carpet, in particolare quello a sirena ricamato di paillettes blu copiativo a motivo di onde con punti-luce in Swarovski e dettaglio in organza e crinolina su una spallina. Un look in perfetto stile hollywoodiano, "eleganza pura", come ha spiegato Armani nel backstage, salutando gli ospiti e le dame di mezzo mondo arrivate a Parigi per fare gli ordini dell'autunno-inverno. Per fortuna ce ne sono ancora parecchie.
30 giugno 2009
Lusso, il rilancio del valore sicuro
Il lusso cambia pelle: per troppi anni le aziende hanno autobattezzato con questo vocabolo tutto quanto sfornavano gli uffici creativi e, di conseguenza, le fabbriche. In Italia o magari anche all'estero. Poi è venuto l'aggettivo accessibile, che puntava a giustificare proprio quello che non poteva affatto essere considerato lusso. Infine è arrivata la crisi internazionale. E forse chi fa lusso vero sta soffrendo meno di chi fa il lusso-non-lusso.
"Ai consumatori piace il valore sicuro di un oggetto", ha spiegato Francesca Di Carrobio, amministratore delegato di Hermès Italia, durante il primo Luxury Summit del Sole-24 Ore, che si è tenuto per tutta la giornata qui nella sede di via Monte Rosa 91 a Milano. "Se il prodotto è bello e fatto con cura, sono anche disposti a pagare un prezzo alto".
Facile - penserete voi - se si tratta di un big brand come Hermès. Però è, in sostanza, quanto hanno riferito anche gli altri partecipanti alla tavola rotonda del mattino: da Sergio Loro Piana a Dario Rinero, a.d. di Poltrona Frau Group, da Carlo Guglielmi, a.d. di FontanaArte, a Davide Traxler, Ceo di Chopard Italia. Il quale ha aggiunto che le vendite del marchio di gioielli e orologi sono penalizzate praticametne solo nella fascia oltre il mezzo milione di euro. Anche se in questo caso l'oggetto si trasforma in bene-rifugio, forse l'ostentazione è fuori moda tra i clienti d'alta gamma.
29 giugno 2009
Se il benessere è al top della spesa dei "ricchi"
Nel 2007 era la terza voce di spesa del lifestyle degli High net worth individuals, i "ricchi" possessori di un patrimonio di almeno un milione di dollari (case escluse) nel mondo. L'anno scorso è balzata al primo posto, secondo l'annuale classifica di Capgemini e Merrill Lynch Wealth Management. Per salute e benessere il 54% degli 8,6 milioni di persone raggruppate in questa categoria di "happy few" ha incrementato la propria spesa, rispetto a un modesto 5% che l'ha diminuita.
Per capire meglio l'importanza del dato, basti pensare che per viaggi e beni di consumo gli Hnwi (in sigla) hanno tagliato le spese rispettivamente del 39 e del 43%.
Ecco dunque l'importanza di curare sempre di più tutto ciò che riguarda il cocooning delle persone: dalle diete detox all'attività fisica nelle sue molteplici sfumature, dalle terapie estetiche e mediche alle piscine termali, dalla cura della spiritualità alla felicità nell'aprire la finestra e godere di una spettacolare vista.
Per me salute e benessere è tutto questo (e non solo). Anche per voi?
23 giugno 2009
"Scusi, non ci sarebbe un paninetto anche per il cameraman?"
Ormai - con la crisi economica - alle sfilate non c'è più nulla da mettere sotto i denti. Tranne poche eccezioni, s'intende. Compratori e giornalisti escono alle 8,30 del mattino e dodici ore dopo, digiuni, si involano verso i ristoranti (la prima categoria) e verso le redazioni (la seconda), dove trangugiano cotolette alla milanese o branzini patate con rosso toscano (la prima categoria) e barrette light con acqua naturale (la seconda). Un mondo difficile...
Certo, per chi organizza una presentazione aperta 6-7 ore è un po' difficile non offrire nulla. Ma anche in quel caso i vassoi circolano con il contagocce. E, ai più, è sembrato che il finger food sopra gli stessi sia spaziato più largo rispetto al solito.
In una di queste occasioni, l'inviata di un TG nazionale riesce finalmente ad afferrare un mini-hamburger (ma mini mini, eh?!?), l'ultimo del vassoio. Subito pensa al collega che da ore gira con lei e chiede al cameriere: "Scusi, non ci sarebbe un paninetto anche per il cameraman?". Lui, gentilissimo: "Ora chiedo se me ne fanno UN altro".
Ora, va bene che tagliare i costi è la più diffusa disciplina sportiva mondiale... Ma non si potrebbe evitare almeno in questi casi l'edizione limitata?
22 giugno 2009
Solo da Prada c'è anche lo standing
Sfilata in una "stanza in bianco&nero, una sorta di plexiglas, con pareti bianche ricoperte di conversazioni tartte da celebri film". Ecco come Miuccia Prada, nel backstage, spiega la location (incredibilmente duttile) del suo défilé di un'ora fa. Gli abiti? "Tutti grigi - racconta - il colore per antonomasia del vestito per un uomo semplice, dinamico, cittadino".
L'esatto contrario, insomma, di quanto si è visto finora su quasi tutte le passerelle, rivolte al ragazzo relaxed, pronto al viaggio. Aggiunge "la" Miuccia: "Il mio è uno stile da città, non da vacanza: il tema della vacanza è inattuale: meglio vivere la vita di tutti i giorni nel miglior modo possibile anziché sognare una vacanza ideale che non arriverà mai".
Della sfilata mi sono piaciute moltissimo le camicine a vivo "che fanno da cornice al cardigan": credo che saranno un successo.
p.s. forse è stata l'unica sfilata in cui c'erano tante persone in standing: nella stragrande maggioranza delle sale i posti vuoti nel parterre sono talmente tanti che riesce a sedersi anche l'"ultimo" studente delle scuole di design.
p.s.2 Miuccia aveva al collo un triplo filo di perle grosse come nocciole abbinate a un doppio filo di diamantoni. Indagherò...
Cavalli, Sposito dribbla i giornalisti
Cerca cerca, Claudio Sposito, l'amministratore delegato del Fondo Clessidra, che sta perfezionando l'acquisto del 30% della Roberto Cavalli, alla sfilata non c'è. Almeno nella prima fila. Ed è indubitabile che quella sia l'unica fila in cui può sedere.
A dire il vero, l'assenza non l'ho potuta certificare di persona: da Cavalli ho purtroppo fatto un ingresso in perfetto stile celebrity. Tutti già seduti, luci basse, il tempo di acchiappare il mio posto - dove si era già infilato non so chi - ed è partita la musica: manco fossi stata una Spice Girl, di cui ricordo un recente passaggio chez Roberto ed Eva che si tramutò in uno dei più impressionanti parapiglia mai visti in un défilé.
Ma è tutto sotto controllo. Forse è stato soltanto un dribbling ai giornalisti a caccia di news.


