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gennaio 2008

31 gennaio 2008

Il "passaporto" di Gucci

Il dilemma è di quelli che tolgono il sonno. Come incastrare il passaporto in una borsettina da sera? Già, perché mercoledì prossimo a New York, durante la Mercedes-Benz Fashion Week, si svolgerà un gala-dinner della Gucci - un charity party destinato a raccogliere fondi a favore di Raising Malawi e Unicef - che sarà ospitato nella sede delle Nazioni Unite. "Padrone" di casa, Frida Giannini, direttore creativo della "doppia G", e Madonna che - dicono i bene informati - si esibirà in una performance musicale.

Dunque, sui cartoncini d'invito si legge che, proprio a causa delle severe restrizioni di sicurezza del Palazzo di Vetro, sarà indispensabile portare con sé un documento di identità. Ma gli abiti da sera o da cocktail non hanno tasche... Che fare? Approfittare della tasca dello smoking dell'accompagnatore? E per le signore chi si presentano da sole sul red carpet? Utilizzare una borsa più grande? Difficile, perché ora la tendenza punta sulla "clutch", microborsa che a malapena copre una mano.

Certo, la vita sociale dei gentlemen è decisamente più semplice di quella di noi ragazze. E non soltanto grazie alle tasche. Basti pensare alla comodità di una bella scarpa di vernice o di una classica "pump" da smoking rispetto ai trampoli su cui ondeggeranno le ladies mercoledì sera. Probabilmente con la gamba nuda e il termometro sottozero, come è in questi giorni nella Grande Mela. Vi racconterò giovedì.    

26 gennaio 2008

Francesca Versace a tutta birra

Non presenterà la sua collezione donna nell'imminente "tornata" di sfilate, come è accaduto la stagione precedente con un cocktail al Ritz di Parigi. Francesca Versace, figlia di Santo e nipote di Donatella, diplomata alla prestigiosa Central Saint Martins di Londra, sta progettando gli store della birra Peroni. Il marchio made in Italy, nato nel 1846 e recentemente passato in mani sudafricane, sta infatti puntando su un rilancio che mette il glamour in primo piano. Esattamente come nel 1965 quando la bellissima Solvi Stubing, la "bionda" per eccellenza, ammaliava dagli schermi del Carosello con il celebre slogan "Chiamami Peroni, sarò la tua birra". Il primo store sarà inaugurato a Londra. 

24 gennaio 2008

Il reggicalze di Dita

La piegolina sulla caviglia non lasciava spazio a dubbi di alcun genere: nel front row della sfilata Armani Privé, Dita Von Teese indossava calze nere velate sorrette da reggicalze. Del resto, cosa aspettarsi di diverso da una diva del Burlesque, specializzata nell'arte sopraffina dello strip tease, celebrato anche in una maxicoppa di Champagne? Da vicino, Dita sembra un Biscuit e, a dispetto dei 36 anni, è decisamente più affascinante di tante celebrities in erba. Ha un'aria misteriosa anche se chiunque conosce ogni centimetro quadrato del suo corpo.

Durante le sfilate parigine Dita non è stata l'unica star, in una capitale nuvolosa ma dalla temperatura primaverile, a presentarsi a gambe coperte, ma non con collant coprenti. Per il trionfale ultimo defilé couture di Valentino, nero velato anche per l'affascinante Uma Thurman, accompagnata dal fidanzato banchiere Arky Busson, e per Marie-Chantal Miller, moglie di Paolo di Grecia. Lo stesso dicasi per Claudia Schiffer da Chanel e, in prima fila ad ammirare le opere d'arte di John Galliano  per Christian Dior, per Madame Arnault, la sposa pianista dell'imperatore del lusso Bernard. 

Che, dopo il tacco rasoterra, stia tornando alla ribalta anche la calza velata? Urge correre a rifornirsi.

23 gennaio 2008

Scarpe, anche Chanel dice rasoterra

Avete dato un'occhiata su www.luxury24.it alla fotogallery della sfilata Chanel Couture? Ieri mattina al Grand Palais di Parigi, con una giacca gigante dal classico stile della maison nel bel mezzo del parterre, anche "king" Karl Lagerfeld ha mandato in passerella ballerine rasoterra. "Scarpe da ragazza", le ha battezzate la temuta Suzy Menkes nella sua recensione sull'Herald Tribune di oggi. Scarpe di iper tendenza, come avevo scritto ieri dopo un tour da Colette, dove tacchi se ne vedono ben pochi. Leggo che il tema vi ha appassionato, naturalmente in un serrato pro e contro.

Approfitto per rispondere a Caterina e Giorgina, che nei giorni scorsi hanno chiesto delucidazioni sui "foulard bianchi" di Amanda in "Il Diavolo veste Prada". Ragazze?? Innanzitutto Meryl Streep è Miranda e non Amanda (cosa che mi era sfuggita leggendovi in precedenza). E poi i foulard, che da Hermès si chiamano Carré,  non sono in realtà bianchi, come dice la temuta direttora del "Runway". Hanno invece soltanto lo sfondo bianco con disegni di ogni genere, perché il celebre marchio parigino non sforna pezzi in tinta unita.

Stasera gran finale con Valentino al Museo Rodin: è la sua ultima sfilata di haute couture. Vedremo il massimo. 

22 gennaio 2008

Da Colette addio al tacco 12

Quando si è a Parigi per le sfilate, prima le collezioni uomo del prossimo inverno e ora la haute couture, un salto da Colette è d'obbligo: non per niente è uno degli store di tendenza nel mondo, anche se un'intera vetrina dedicata al progetto Italia Independent di Lapo Elkann ha lasciato parecchi visitatori di stucco negli ultimi giorni (c'è anche un vaso da 170 euro con la faccia del medesimo: chi lo comprerà?).

Al piano terra, riflettori puntati sulle novità tecnologiche: il tentacolare hub UBS per pc e Mac o la "mattonella" dorata che si rivela un disco fisso da 500 GB, entrambi firmati da Ora Ito per LaCie, la consolle di missaggio Numark 890 o, ancora, le cuffie a specchio di Audio Techica, con cui moltissimi parigini ascoltano musica per strada. Accanto, l'Ikepod Black Hole di Marc Newson, orologio in tiratura limitata (66 pezzi) che fa gola ai fashion victims.

Ma è dal piano superiore che arriva la notizia con la N maiuscola: salendo le scale in ferro in mezzo al fragore sonoro della nuova compilation  l'occhio cade sulla dozzina di manichini che vestono già, ovviamente, la moda delle young ladies per la prossima primavera. E, udite udite, il 99% delle scarpe sono basse! Ballerine bianche o nere Repetto Fluo con profilino fucsia o verde mela, sandali di vernice verde prato con cinturone alla caviglia firmati Marni, sandali in camoscio con fiori lilla e rosa di Miu Miu, ballerine di vernice azzurro sfumato dell'icona Marc Jacobs, ancora sandali, questa volta di Dior, dorati con una semisfera dorata sulla punta.

Che ne è stato del tacco 12? Ce ne siamo liberate? Saremo felici di sembrare tutte delle paperelle o rimpiangeremo i trampoli da Carrie di Sex and the City? E voi che scarpe calzerete la prossima primavera? Portate il ricambio al lavoro per uscire la sera o resistete tutto il giorno su altezze vertiginose?  Non vi interessa nulla di quel che dice Colette e continuerete a infilare solo sneakers, però firmate?

19 gennaio 2008

La borsa sobria di John e Lavinia

E' un assalto in perfetto stile saldi di fine stagione, che punteggiano tutta Parigi in questi giorni di sfilate della moda maschile. Però da Hermès in Faubourg Saint Honoré, cuore del lusso, i saldi proprio non ci sono. Ma alle decine e decine di clienti presenti nel flagship store nel primo pomeriggio di oggi proprio non interessa che il prezzo sia alto, se non addirittura altissimo: una bella signora araba con copricapo viola e pelliccia di zibellino in tinta lunga fino ai piedi, alle orecchie perle stupende, ordina una sella per il marito, probabilmente sceicco, pronto a scorrazzare tra le dune del deserto sul cavallo prediletto; al desk dei foulard una ragazza russa fa incetta dell'Indian Dust, mentre una coppia di giovani asiatici compulsa una tirella di pelli in mille sfumature per un baule. Tra i presenti, John Elkann con cappottone blu, jeans sorprendentemente strappati sul polpaccio e sneakers acquista una borsa nocciola, ovviamente la più sobria, per la consorte Lavinia Borromeo, pure in maxicappotto e capelli lunghissimi. Nelle due vetrine d'angolo, un allestimento da mondo delle fiabe: maxitorte tipo Macaron e tuniche in pizzo macramé rosa antico, mini-Kelly, la borsa-icona di Hermès, tempestate di perle di fiume o di Swarovski, trapunte da letto in seta con disegni di danzatrici in tutù e, per restare in tema, scarpette da ballo mutuate dal palcoscenico. Tutto fa brodo, purché sia Hermès. A dispetto dei chiari di luna delle economie mondiali. 

15 gennaio 2008

La collezione più bella del reame

Ora che la quattro giorni di Milano moda uomo è terminata con Giorgio Armani, tra gli addetti ai lavori si apre il tradizionale dibattito: chi si aggiudica lo scetto della collezione più bella? E della più vendibile, quella che metti il capo in vetrina e subito entra qualcuno e se lo compra? E l'accessorio più giusto, perché in fin dei conti molti marchi made in Italy proliferano proprio su scarpe e borse (borsoni, nel caso degli uomini)?

Ricapitolando: meglio il completo tre pezzi formale di Giorgio Armani o l'overcoat marmorizzato di Raf Simons per Jil Sander, uno dei pezzi più forti del prossimo autunno-inverno? Ha fatto centro il folk rockettaro di Frida Giannini per Gucci, con sovrabbondanza di borchie? E il maxicappotto di Donatella Versace? Miuccia Prada ha dettato come al solito la tendenza per tutti i follower o ha esagerato con la lunghezza del cavallo dei pantaloni? Il borsone matelassé di Tomas Maier per Bottega Veneta diventerà l'oggetto culto dei consumatori più sofisticati?

Beh, visto che in questi quattro giorni avete cliccato così tanto le nostre fotogallery, sarete in grado di esprimere la vostra opinione... Vi aspetto numerosi: fatemi conoscere il vostro parere.

14 gennaio 2008

Le acciughine di Miuccia

Come al solito, la caccia al canapé con le acciughine si è scatenata anche ieri sera al cocktail prima della sfilata Prada (complice il fatto che nessuno ha tempo di mangiare, tra una passerella e l'altra). E smilzi come acciughe apparivano anche i pantaloni della collezione autunno-inverno 2008-09 firmata dalla regina dello stile. Con il cavallo così basso che soltanto i super tonici da allenamento quotidiano potranno davvero permetterseli. 

10 gennaio 2008

Quando il giornalista è maculato

Si sono presentati in coppia alla conferenza stampa di inaugurazione di Pitti immagine a Firenze: lei con cappotto ampio, probabilmente in velluto stampato, e cloche calata sulle ventitré, lui con camicia abbottonata fino al pomo d'Adamo e coppoletta. Tutti i capi erano maculati. E perfettamente identici tra di loro, nonostante l'animalier si possa declinare in mille versioni: leopardato e tigrato, panterato e giraffato, zebrato ed effetto-lince (per non parlare della murena che, a quanto pare, pure consente variazioni sul tema).

La cover di Vogue France con Natasha Poly vestita haute couture Givenchy by Riccardo Tisci e tutto il maculato visto sulle passerelle e nelle vetrine fanno proseliti. Ma è praticamente questa l'unica macchia di colore che balza all'occhio camminando tra gli stand di Pitti e negli eventi collaterali che mettono a soqquadro la città dall'alba all'alba del giorno successivo. Il nero continua a impazzare, a dispetto dell'overdose di colori che dovrebbe attendere le signore - ma anche gli uomini - per la primavera-estate prossima ventura.

Su Luxury24.it Angelo Flaccavento ha tacciato il nero di dispotismo, predicando nel breve l'avvento del technicolor. E la fotogallery che abbiamo pubblicato lo dimostra: i big dello stile hanno proposto per le stagioni più calde colori accesi, dal verde al bluette, dal fucsia all'arancio. Sarà vera gloria? Ci sarà finalmente una rotazione cromatica negli armadi? O il nero continuerà a dominare?    

07 gennaio 2008

Valentino e le Folies Bergère

Lo scorso giugno, durante Milano moda uomo, la presentazione Valentino alla Permanente di via Turati iniziò con un’ora di ritardo, in una calca da evento storico quale non era. All’interno, l’allestimento di una lounge bar dove ragazzi elegantissimi, in perfetto stile Valentino, sorseggiavano drink ghiacciati mentre alle loro spalle sbucavano in carne e ossa le stangone piumate delle Folies Bergère, dimenandosi a suon di musica. Uno spettacolo anni Settanta, gradito infatti più che altro agli ospiti agée.

Meglio le ballerine con le piume di tante altre soluzioni kitsch da passerella, penserà qualcuno. Vero: sono purtroppo parecchie le sfilate che lasciano decisamente perplessi i compratori e la stampa. Però quel che serve per rivitalizzare un marchio come Valentino, dalle enormi potenzialità ma dalla dimensione ancora mini, non sono certo le danzatrici di can can. Ora, con la nomina alla direzione creativa delle collezioni uomo di Ferruccio Pozzoni, ex Prada, ex Miu Miu ed ex Brioni, l’azionista Permira ha completato una squadra tutta italiana. A sovrintendere la donna è Alessandra Facchinetti, mentre gli accessori continuano a essere disegnati da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, che un ottimo lavoro hanno svolto negli ultimi anni.

Intanto Milano moda uomo perde un altro pezzo: Valentino presenterà nello showroom di place Vendome il 18 gennaio, dunque nel calendario parigino. Ma perché? Anche sulle sfilate occorre fare gioco di squadra. Tutto made in Italy.    


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  • Paola BottelliPaola Bottelli

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