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febbraio 2008

28 febbraio 2008

Alessandra, il nude look e le "millennials"

Piove sul debutto parigino di Alessandra Facchinetti al vertice creativo della Valentino. Come per le spose, l'acqua sembra avere portato fortuna, perché ai buyer e ai giornalisti arrivati al Palais du Chaillot - mentre frotte dei soliti giapponesi tentano di fotografarsi a vicenda davanti alla Tour Eiffel immersa in una fitta nebbiolina - la sfilata è sembrata di un'elegante perfettamente in linea con lo chic espresso per 45 anni da Valentino, con un tocco di contemporaneità che era proprio quello richiesto dai nuovi azionisti della Permira, il fondo di private equity che ha gestito l'uscita di scena del maestro dello stile e del suo socio-braccio destro Giancarlo Giammetti (che, come preannunciato, era presente al defilé e ha applaudito convinto).

Nel backstage, bombardata da interviste e flash dei fotografi, Facchinetti, che è sempre stata abbastanza timida e riservata, si è spavaldamente presentata con una camicia in lievissimo chiffon nero nude look - sì sì, proprio senza reggiseno - percorsa in verticale da due strategiche "bretelline" di pizzo, abbinata a gonna nera in raso con piccoli drappeggi dal punto vita, collanti neri coprenti e decolleté in vernice dello stesso colore.

A me è sembrata proprio la sorella di poco maggiore delle "millennials", le ragazze nate tra il 1980 e il 2000, radiografate dalla "Luxury survey" di Time Style&Design: negli ultimi sei mesi, il 65% ha acquistato sei paia di scarpa, il 59% due paia di occhiali, il 52% sette borse. Il target a cui aspirano tutte le griffe. Inclusa la "nuova" Valentino.    

27 febbraio 2008

Valentino, Giammetti al debutto di Alessandra

Ormai ci siamo. Mancano poche ore al debutto di Alessandra Facchinetti come direttore creativo della Valentino, un'eredità che nel mondo della moda pesa come un macigno. Al Palais Chaillot di Parigi è tutto pronto: Alessandra ha detto di essere "veramente stanca, ma contenta, soddisfatta e spaventata".

Pare che Valentino Garavani non ci sarà. Pare invece che Giancarlo Giammetti, socio e braccio destro del grande couturier, siederà front row. Per giudicare il lavoro di Alessandra. Ci auguriamo tutti anche per applaudirla.

25 febbraio 2008

Il pizzo nell'armadio di mammà

Scommetto che non sono stata l'unica a frugare nell'armadio della mamma a caccia di pizzi, dopo la sfilata Prada che per molti osservatori è stata la più originale della settimana della moda milanese. E - che bello! - ho trovato... eccome se ho trovato: un abito senza maniche con gonna a ruota in macramé giallo uovo e un composé (si chiamavano così, no?) gonna dritta al ginocchio e blusa con scollo a barca e manica corta in nero. Ricordo di averlo visto indosso a mia madre alla metà degli anni Sessanta: sicuramente una volta per andare alla Scala, certo non a una prima. Di quello giallo, invece, ho vaghi ricordi.

Tutto perfetto, dunque? Per nulla: con la taglia non ci siamo... Sarò "costretta" ad acquistarne uno di quelli mostrati in passerella: in particolare, mi piaceva quello stampato pizzo, più chiaro davanti e più scuro ai lati e dietro, non so ancora se manica lunga o corta. Ho sentito alcune amiche che vogliono già andare in negozio a prenotarlo: essendo dell'autunno-inverno, può essere che Miuccia lo sforni già a fine giugno.

In ogni caso, prepariamoci all'invasione: pensate che i più maliziosi hanno sostenuto che qualche stilista, dopo l'overdose di pizzi di Prada, abbia inserito all'ultimo istante il macramé sulla propria passerella, facendo lavorare le sarte tutta la notte. Sarà vero? Se sì, chi sarà? 

23 febbraio 2008

Per gli Oscar meteo grigio e abiti sgargianti

Il Los Angeles Times sentenzia: "Meteo grigio, vestiti sgargianti sul red carpet di domenica per gli Academy Awards". Come sempre, fino all'ultimo istante non si sa nulla sui dettagli degli abiti delle celebrities: gli stilisti non si azzardano a diffondere la lista perché temono i colpi di testa dell'ultimo secondo degli attori e delle potentissime stylist, che sono poi le persone che spesso decidono effettivamente quale griffe scegliere e quale gioiello abbinare e quale borsettina-scarpina proporre.

Intanto il broker Paddy Power dà il marchio Roberto Cavalli, a pari merito con Chanel, in pole position per vestire la migliore attrice protagonista. Quale? La vincitrice sarà scelta in una cinquina composta da Cate Blanchett (candidata anche nella sezione "non protagonista"), Julie Christie, Marion Cotillard, Laura Linney ed Ellen Page. Ma è certo che anche Giorgio Armani, come sempre, giocherà un ruolo importante, anche perché veste moltissimi uomini.

Intanto fremono anche i big brand della gioielleria: Sally Morrison, direttore del Centro informazione diamanti, ha detto al Los Angeles Times che "tutti sostengono che granparte delle attrici vestiranno in nero. Ma ci risulta che invece i colori saranno brillanti".

Vi aspetto lunedì su www.luxury24.it per una gallery e i commenti sui look più riusciti della serata più importante dell'anno per l'industria cinematografica americana.   

22 febbraio 2008

La Coca light di Kaiser Karl

Karl Lagerfeld è simpatico. Ieri l'ho videointervistato per www.luxury24.it. E, come al solito, le pierre mi pressavano per stringere i tempi: "Una domanda sola, per favore, è stanco morto, ha rilasciato cinquanta interviste". Io ero l'ultima della serie. Per fortuna. Perché in realtà lui, avendo notato che la fila era terminata, era più che disponibile a chiacchierare, soprattutto quando gli ho chiesto della successione di Gianfranco Ferrè.

Prima di iniziare l'intervista, in una stanzetta bianchissima con un vaso di rose bianche, si è fatto portare un paio di lattine di Coca light, la sua passione dichiarata. Non ha voluto il faretto nonostante gli occhialoni neri d'ordinanza, e poi si è messo tranquillamente a rispondere. Impeccabile nonostante il caldo infernale tipico dei backstage e il rumore di chi festeggiava brindando con Champagne ("chiudete la porta, c'è troppo rumore", ha detto ai bodyguard), mentre una fortunata signora romana, amica di Carla Fendi, stava già provando una favolosa giacca di visone della sfilata e faceva gli occhi dolci al marito. In visita nel backstage anche Delphine Arnault, erede dell'impero Lvmh, di cui Fendi fa parte, con Sidney Toledano, Ceo di Dior. Vista salutare Silvia Venturini Fendi anche Diana Min-Hsun Chen con una strepitosa acconciatura-toupet e pelliccia di cincillà. Per chi non lo sapesse, la signora è il Ceo di Taipei 101, il più alto grattacielo del mondo, che ospita tutti i big brand del lusso. Vi anticipo che di lei si occuperà "House24", il trimestrale sulle case di lusso del Sole 24 Ore, in edicola da venerdì 21  marzo.

Terminata la registrazione video, Lagerfeld ha parlato ancora un po' di Ferrè: "Era un mio amico e un grande maestro: difficile sostituire una persona come lui".

Intanto, con il defilé Versace di ieri sera, si è praticamente conclusa la settimana della moda milanese: da stamattina solo marchi "minori" in passerella.

21 febbraio 2008

Povere modelle sulle scarpe impossibili

Cinque o sei modelle - simil segretarie sexy in gonna tubo, calze a rete e giacchina - le hanno levate durante la passerella di DSquared2: scarpe belle e impossibili, talmente alte da non consentire alle pur esperte ragazze di percorrere le poche decine di metri della passerella. Dean o Dan Caten - non so esattamente chi dei due perché non riesco a distinguerli - ne ha addirittura raccolta una che era rimasta in pista. Vabbé che nella sfilata si vedono tante cose che mai e poi mai saranno prodotte: ma perché queste scarpe da tortura di Guantanamo? p.s. oggi io calzo stivaletti quadrati in punta, tacco 4, perché alla quinta giornata di sfilate non sento più i piedi (però ho notato delle buyer  che sghignazzavano.... Pazienza, me ne farò una ragione!).   

20 febbraio 2008

Da Ferragamo la timida-bollente Tang

Quando è entrata in sala per la sfilata Ferragamo, dal vasto settore di buyer e giornalisti asiatici si è levato un applauso scrosciante. Tang Wei, classe 1979, è una delle star cinesi, più che conosciuta anche in Occidente per avere interpretato il film "Lussuria" di Ang Lee, Leone d'oro a Venezia. Ma, a dispetto della bollente scena di sesso, cronometrata in dieci minuti, Tang è sembrata davvero timida, forse perché arrivata in mattinata direttamente da Shanghai. E, seduta accanto a Roberto Bolle, al debutto come testimonial di Ferragamo, si è limitata a rispondere con piccoli sorrisi e cenni del capo ai tentativi di conversazione in inglese dell'étoile della danza. Che, invece, ha chiacchierato - sembra amabilmente - con la zarina Anna Wintour, esibendo un inglese perfetto. Anche Tang parla bene l'inglese. Ma, a volte, grazie alla trance artistica, spogliarsi può essere più semplice che conversare.

19 febbraio 2008

I "piumini"-panini di Blumarine

"Le russe vanno sempre più matte per Blumarine e gli affari volano", cinguetta Anna Molinari, avvolta da una strepitosa cappa-stola di visone, mentre rilascia interviste nel backstage e saluta la cantante Noah. Così fa sfilare maxicardigan in angora sopra abiti-lingerie in seta con profili in tulle ricamato ma, soprattutto, piumini corti - anche senza maniche - nelle diverse sfumature pastello, tempestati di cristalli e pietre, bordati al collo e ai polsi del celebre visone in tinta che ha reso celebre il marchio emiliano. Luccicano gli occhi ai russi della Mercury, top buyer di Blumarine, mentre all'uscita della sfilata, nel Vigorelli baciato dal sole, Roberto Trapani, proprietario dei negozi Vertice di Torino, è ancora più chiaro: "I piumini si venderanno come panini".

18 febbraio 2008

Addio sandalo, ora c'è lo stivalone anti-gelo

Avete presente il sandalo-gioiello esibito sul piede nudo con unghie rigorosamente colorate? Scordatevelo, almeno in questa tornata di Milano moda donna. Beh, direte voi, che sforzo: in città stamattina la colonnina segnava un bel cinque sottozero. Eh, ma le fashion victims "vere", le potenti giornaliste americane e le buyer asiatiche, se ne fregano del gelo perché hanno la "limo" che le accompagna a due centimetri dagli ingressi delle sfilate.

Ma, ieri come oggi, eccole allo show di Alberta Ferretti sfoderare stivaloni antigelo: ricamati da zarina - quale in effetti è - per Anna Wintour, direttore di Vogue America, di cui tutti parlano e sparlano, che va avanti imperterrita per la sua strada e non legge neppure le traduzioni degli articoli pubblicati su di lei dai giornali italiani. Addirittura stile D'Artagnan per Carine Roitfeld, omologa di "Vogue France", cioè sopra il ginocchio in camoscio nero, con gonna tubino mini in jeans, giacchina e sciarpona.

Se li calzano loro, ora li calzeranno tutte le altre. Attendere per vedere. 

13 febbraio 2008

Le borse di Sarah Jessica

Sugli autobus di New York e sulle maxiaffissioni stradali troneggia la foto di Sarah Jessica Parker, la prezzemolina della Grande mela: l'atteso film "Sex and the City" uscirà infatti nelle sale il 30 maggio, con l'altrettanto atteso matrimonio dell'attrice-icona di stile con l'adorato "Big". Chissà se anche nella versione cinematografica "Carrie" porterà al braccio una borsa di Timmy Woods, come quella a forma di Torre Eiffel vista sui teleschermi. Nella gallery di regali di San Valentino su www.luxury24.it c'è una "clutch" - battezzata Bath Tub - che raffigura una vasca da bagno piena di schiuma tempestata di cuoricini che mi sembra il dono più divertente. Si può ordinare online, ma ci vogliono tre settimane di attesa e forse è un po' tardi.

Certo, non è male neppure regalare all'amato/a un ettaro di foresta amazzonica (25 sterline da versare al World Land Trust)  o, per chi se lo può permettere, fargli/le intestare una stella dallo Star Registry (ma occorre sborsare 112mila euro). Quel che preferirei io è una bella bottiglia di Moet & Chandon. Ma non rosé. Preferisco il bianco classico. Da sorseggiare rigorosamente in coppia.

E a voi interessa San Valentino? Comprerete un regalo? Lo riceverete?

07 febbraio 2008

Un "adattatore" a cinque stelle

Sto dormendo sonni tranquilli, dopo che ieri sera, tornata dal charity party di Gucci e Madonna a favore degli orfani del Malawi, ospitato dalle Nazioni Unite di New York, ho lavorato al mio pc fino all'una. Una luce azzurrognola stimola la mia sveglia. Apro gli occhi, guardo l'orologio: le sette e 11. Il display luminoso del grande telefono sul comodino della mia camera, la 1505, al The London NYC Hotel si è acceso. E due spie arancio mandano flash intermittenti. Alzo la cornetta e premo il tasto Operator: una gentile signora mi saluta chiamandomi per nome e mi chiede come può rendersi utile. Forse c'è un messaggio, rispondo, presumendo urgente. E lei pronta: oh sì, ecco, dal front desk, signora Bottelli, si raccomandano di restituire l'adaptor quando lascerà la stanza.

Ma benedetti figlioli... L'adaptor è quella piccola presa supplementare che avevo richiesto il giorno dell'arrivo per potere ricaricare il mio laptop e il cellulare. Ma in un hotel a cinque stelle, tutto marmi e specchi e personale educatissimo, con il ristorante pluripremiato Gordon Ramsey at the London al ground floor (primo nella categoria "Top newcomer" di Zagat Syrvey 2008), con il tavolo dello chef che costa 1.800 dollari per 8 persone, mi svegliate alle sette e 11 del mattino per ricordarmi di restituirvi un aggeggio che costerà 5 dollari?

Così sono gli alberghi di lusso nel mondo... Vai al San Clemente Palace, in un'isola privata della Laguna, per la Mostra del cinema e ti portano il caffè senza il piattino (mi è capitato il 31 agosto, il giorno della "prima" di "Michael Clayton" con George Clooney, e come me ad altri 5 ospiti). Vai al  Pan Dei di St Tropez a bere un Kir royal e non ti arriva neppure una singola nocciolina né patatina né olivetta provenzale. Come mai? "Sono finite le ciotoline, signora", è la pacata risposta, come se fosse la cosa più naturale del mondo (realmente accaduto lo scorso luglio).

Volete raccontarmi i vostri intoppi nei super hotel o nel mondo del lusso più in generale?  Ce ne diremo delle belle.

Tom, Katie e il chewingum

Mancano pochi minuti alla mezzanotte e sono appena rientrata dal charity party - davvero glamorous - di Gucci alle Nazioni Unite. Davanti al palco semicircolare, tavoli rettangolari scuri con profilo in acciaio punteggiati di candele e rose bianche, cipria e mauve. Madonna, in abito di jersey tortora con cintura dorata e sandali in tinta con laccio alla caviglia, ovviamente Gucci, ha commosso i 600 ospiti parlando con il cuore in mano dei bambini del Malawi, ai quali era dedicata la raccolta di fondi. Frida Giannini, direttore creativo della "doppia G", abito nero di paillettes e sciarpa con frange, al collo una preziosa collana in diamanti, pezzo unico disegnata da lei, ha raccontato perché l'azienda fiorentina sostiene il progetto Raising Malawi  e l'Unicef.

In platea, una folla di celebrities: tra cui Tom Cruise, seduto alla destra della Giannini, con la moglie Katie Holmes in rosso e caschetto noir. Lui si è aggiudicato per 130mila dollari le foto di Kristen Ashburn che ornavano le pareti della sala e che testimoniano l'impatto dell'Aids in  Africa. Per tutto il tempo dell'asta ha masticato il chewingum a mascelle allargate. Che chic.   

05 febbraio 2008

Più i Giants del Supertuesday

L'eccitazione è alle stelle nella Grande mela. Sono appena le 5,30 del mattino, sono sveglia a causa del fuso orario e accendo la Tv: credete che tenga banco il Supertuesday di oggi, la giornata in cui ben 24 Stati a stelle e strisce si pronunceranno sui candidati democratici e repubblicani? No: l'apertura è tutta per la Giants Parade, la parata per la vittoria di domenica sera nel Superbowl, il trofeo per eccellenza del football americano. Appuntamento con il bus scoperto alle 11 a Battery Park, proprio di fronte alla Statua della libertà, dove si riverseranno decine di migliaia di tifosi che accompagneranno la squadra fino al City Hall, il municipio di New York, con una previsione meteo di qualche goccia di pioggia.

Probabile che il traffico vada in tilt come in poche altre occasioni. Certo non le sfilate, che qui a New York hanno poco da paragonare a quelle milanesi per impatto, forse anche mediatico, nonostante la presenza di celebrities costrette a sedere nel front row per supportare il lancio di un film o un programma tv. Lo sciopero degli sceneggiatori ormai alle battute finali ha infatti tagliato un bel po' di prezzemolismo, e dunque ci si rifà con la Fashion Week. Il "New York Post" segnala che un concorrente eliminato dal "Grande fratello" ha chiesto 20mila dollari. Speriamo non glieli abbiano dati.

A poche centinaia di metri dalle tende di Bryant Park, sede delle passerelle newyorchesi, la Fifth Avenue è quella di sempre. Turisti europei con in tasca la moneta forte fanno shopping, ma non troppo. Super affollamento solo in due store: Abercrombie & Fitch, il marchio casual adorato dagli adolescenti, con un giovanissimo modello asiatico a torso nudo e jeans abbassato in vita in piedi nell'ingresso, come se fosse sul set di una campagna pubblicitaria. E, soprattutto, lo spazio Apple davanti al negozio di giocattoli più bello del mondo, Fao Schwartz: entri nel cubo di cristallo, scendi la grande scala a chiocciola  e trovi centinaia di giovani e anziani, bambini e adolescenti, che testano i prodotti con la "mela". Dal Macbook all'Iphone, imparano ad avere confidenza con il mezzo. Qualcuno è seduto e lavora sul proprio laptop, qualcuno chiacchiera con il vicino di postazione o con gli addetti alla vendita, ragazzi preparatissimi. Qui tutti i teenagers lavorano. Chissà perché in altri Paesi no.

I muratori di Gucci

Come mai faranno a essere pronti per il grande evento, l'inaugurazione del più grande negozio Gucci al mondo, nella Trump Tower, Fifth Avenue, per venerdì mattina? Un'ora fa, cioè alle 17 di New York, nel gelo che più gelo non si può, c'erano gli operai che piastrellavano il marciapiede, i giardinieri che piantavano dei sempreverdi nei vasi di pietra, i muratori e gli elettricisti all'interno e altre decine di professionalità non identificate dall'esterno, le ragazze con una sorta di Vetril locale che lucidavano i display, i bodyguards che bloccavano gli ingressi. Unica certezza, le due grandi vetrine con altrettanto grandi cuori rossi e la scritta: Gucci loves New York. Seguono borse, borsettine, bauletti su sfondo chiaro con la classica fascia bicolore, ma rossa e blu anziché rossa e verde.

Chissà perché nella moda tutti arrivano sempre all'ultimo minuto. Se vi capita di passeggiare per via Montenapoleone la sera prima dell'inizio delle sfilate o per via Tornabuoni a Firenze alla vigilia del Pitti, vi accorgerete che nessuno va a dormire: tutti martellano, dipingono, allestiscono fino a notte fonda. Il flagship Gucci non fa differenza, ma è ovvio che anche in questo caso tutto sarà magicamente in ordine in una manciata di giorni. Nel frattempo i passanti infreddoliti alzano il naso e restano allibiti dal gigantismo del flagship store.  Altrettanto saranno per la parata di star del gala-charity di mercoledì sera: padroni di casa, Gucci e Madonna. Dicono le previsioni meteo che domani e mercoled' ci saranno 16 gradi Celsius. Incrociamo le dita. 


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  • Paola BottelliPaola Bottelli

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