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marzo 2008

31 marzo 2008

Expo 2015, anche la moda nel gioco di squadra

Una sfilata Ferré - forse un po' poco, o no? - nel fitto programma di supporto alla candidatura di Milano all'Expo 2015. Ora che l'Esposizione universale è stata assegnata, qualche minuto fa, al capoluogo lombardo,è indispensabile che anche la moda faccia squadra con il resto della città e del Paese.

Bando all'individualismo degli stilisti: se si vuole fare davvero sul serio, niente di meglio che i designer che hanno reso celebre il made in Italy nel mondo per sostenere un simile evento. Senza retorica, con tanto pragmatismo, rimboccandosi le maniche. Ognuno deve fare la sua parte, piccola o grande. Le ricche griffe più di chiunque altro.

19 marzo 2008

Rockefeller Center: prima Gianni, ora Donatella

Tra i ricordi personali del mio lavoro conservo gelosamente da una quindicina d'anni tre foto che ho scattato a Gianni Versace al Rockefeller Center di New York. Era una fredda mattina d'autunno, non so con precisione di quale anno, ma probabilmente in concomitanza con l'inaugurazione del megastore sulla Fifth Avenue, con un faraonico party durante il quale Elton John cantò e suonò il piano installato al secondo piano di fianco alle scale gremite di ospiti.

Quella mattina Gianni - giacca di renna verde muschio e polo grigia abbottonata fino al collo - fece sfilare alcune top model "live" su uno dei più importanti network a stelle e strisce. Due delle foto lo ritraggono infatti mentre commenta i look, mentre nella terza ride di gusto e ricordo anche il perché: appena arrivate le giornaliste italiane di moda si era premurato di far arrivare dei bicchieroni di caffè fumante, da lui stesso definito "sbobba".

Oggi mi sono arrivate via mail due immagini di Donatella - soprabito e pantaloni attillati avorio, maglioncino girocollo arancio - immortalata praticamente nello stesso tratto di strada, con lo stesso sfondo di grattacieli, pronta per essere la special guest di Usa Today Show. Anche lei con un bel sorriso sulle labbra. Proprio come Gianni. Bei ricordi.

17 marzo 2008

Quando il design traina il fashion

I marchi del design sostengono che quelli della moda stanno saltando sul carro del vincitore. Nel senso che un numero crescente di "grandi firme" approfitta del Salone del mobile di Milano, che quest'anno inizierà il 16 aprile, per organizzare eventi e proporre prodotti. Altro che sfilate: il Salone, si sa, è il momento-clou per la città ed è un fenomeno democratico che coinvolge decine e decine di migliaia di persone: al contrario della moda, dove tutto è esclusivo e riservato a un selezionato pubblico di buyer, giornalisti e Vip (o presunti tali) controllati a vista da rudi bodyguards, i produttori di arredo-design aprono le porte a chiunque voglia accedere ai loro showroom.

Milano, nei giorni del Salone, è infatti una stupenda Babele, in cui si intrecciano idiomi anche sconosciuti: scarpe basse e camminare è la parola d'ordine per tutto il popolo del design. Che sta scaldando i motori per l'evento. E, a giudicare dalle anteprime che stiamo visionando in questi giorni a www.luxury24.it, nessuno restera con l'amaro in bocca.

07 marzo 2008

Forbes: in Sud Africa debutta il miliardario "black"

Avete letto la classifica dei miliardari elaborata come ogni anno da Forbes? Quello che mi ha colpito davvero è il primo "black billionaire" del Sud Africa: Patrice Motsepe, "un 46enne vigoroso con una postura regale", scrive il prestigioso magazine americano, è nato a Soweto ed è un avvocato che alla fine dell'apartheid ha avviato un business nei servizi minerari, progressivamente trasformato nella African Rainbow Minerals, la prima compagnia mineraria controllata da un nero.

Motsepe, che possiede il 42% del capitale e dunque ha un patrimonio di 2,4 miliardi di dollari (il quinto al mondo nel settore), è una star nel suo Paese. Susan Adams, l'inviata di Forbes che si è occupata di lui, ha assistito all'assalto che ha subito in uno shopping mall di Cape Town, fotografato con i cellulari da commessi e clienti e costretto a firmare decine di autografi.

Il suo lifestyle, però, è "modesto", aggiunge Forbes: pur essendo sposato con una delle donne più glamour del Sud Africa, un medico diventata una celebre stilista, possiede solo una casa a Bryanston, un quartiere bene di Johannesburg. Inoltre, Patrice "non ha né barche né jet". Ma i tre figli frequentano prestigiose scuole private. Perché ci sono ancora tanti Paesi dove l'istruzione è il lusso più grande.   

05 marzo 2008

Quando il sari incontra Chanel

Come convincere una signora indiana ad acquistare un cappotto in cashmere se dalle sue parti il termometro non scende mai sotto i 30 gradi? La domanda se la pone Sameer Reddy, un artista di Mumbai, collaboratore di Vogue India, sulle colonne di "Newsweek". Sameer scrive con ironia lieve di un tema interessante per la moda made in Italy, visto che il mercato indiano vale attualmente 3,5 miliardi di dollari e crescerà, secondo stime attendibili, a 30 miliardi nel 2016. Cioè tra pochi anni.

Secondo Sameer, è molto difficile che le donne di quelle parti abbandonino l'adorato sari, che continua a essere indossato nei saloni di marmo degli hotel a cinque stelle come nei villaggi rurali. Anche Aishwarya Rai, la regina di Bollywood, è molto più a suo agio in uno "striminzito e incantevole sari" che non con "un tailleur pantalone in crepe beige di Jil Sander", dice Sameer.

E allora? Tutti gli investimenti nei lussuosi negozi fatti negli ultimi tempi da Chanel e Vuitton, Gucci e Dior, Moschino e Burberry, Fendi e Versace, per non parlare di Armani? Soldi buttati? No di certo, risponde l'articolista: sono gli accessori il passepartout. Da Chanel ci sono le liste d'attesa per borse in vendita da 1.270 a 7.630 dollari e "dalle Mercedes con autista saltano fuori meravigliose silfidi in bilico su tacchi 10 di Jimmy Choo e borsa intrecciata limited edition di Bottega Veneta, mentre un sari azzurro pallido fluttua nel vento".

Insomma, uno stile ispirato al multiculturalismo. Così va il mondo, dalle parti di Mumbai. Intanto qualcuno dice che la nuova collezione Hermès ispirata all'India strizzi proprio l'occhio a questo mercato.

04 marzo 2008

Porsche, Bentley, Lamborghini. E la moda?

Non vi sarà sfuggita tra le news di oggi quella sulla Porsche che sta per realizzare un impero da 150 miliardi di euro nel settore automobilistico. Non sto qui a tediarvi con i dettagli finanziari dell'operazione. Semplicemente, del gruppo faranno parte - se andrà in porto l'acquisizione da parte di Porsche della quota di controllo della Volkswagen - marchi di puro lusso come Bentley e Lamborghini, oltre a Volkswagen e Audi.

Certo, nel campo delle fusioni e acquisizioni il management del settore auto sembra avere meno timori rispetto a quello dell'industria della moda. Dove in molti casi lo shopping di brand si è rivelato scarsamente vincente, se non addirittura fortemente penalizzante. E dove le dimensioni continuano a essere mediamente piccole rispetto ai pochissimi superbig in grado di presidiare i mercati con investimenti da centinaia di milioni di euro all'anno.

Perché tanto individualismo? Non converrebbe aggregarsi e fare massa critica per presidiare meglio i mercati internazionali, Cina e India in testa? 


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  • Paola BottelliPaola Bottelli

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