Faletti, il denaro e il Daytona
Venerdì 23 maggio, Roma, teatro 8 di Cinecittà, metà pomeriggio: sto per partecipare alla registrazione di "Enigma",il fortunato programma di Raitre condotto dall'affascinante Corrado Augias. Parleremo dell'omicidio di Maurizio Gucci e tra gli ospiti c'è Giorgio Faletti, re del thriller all'italiana: dei primi tre romanzi ha venduto 11 milioni di copie solo nel nostro Paese, un record. E da pochi giorni è balzato in testa alle classifiche con "Pochi inutili nascondigli", Baldini Castoldi Dalai editore, "sette racconti da brivido", come si legge nel suo sito, www.giorgiofaletti.net.
Durante una pausa, Augias "piomba" letteralmente sullo scrittore 58enne indicando l'orologio che ha al polso: "Ma è un...". "Sì, è un Rolex Daytona, bello, eh?", fa con quella sua parlata piemontese un po' strascicata, che l'ha reso celebre ai tempi in cui era un attore comico a "Drive in". "Se non se lo compra Faletti con tutti i libri che vende - scherzo io - chi se lo può permettere? Forse - aggiungo da brava interista - Ibrahimovic". "O Abramovich", ironizza pronto Augias.
Più tardi, mentre un'auto ci conduce a Fiumicino, si torna sull'argomento e Faletti ammette: "Ho quasi paura a spendere, perché temo che un giorno o l'altro qualcuno mi pizzicherà un braccio e mi toccherà restituire tutti i soldi che ho guadagnato". E' una battuta, ma fino a un certo punto.


