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Arriva l'arresto per Tonino Perna: l'accusa è di bancarotta fraudolenta per It Holding

Una contestazione di bancarotta fraudolenta per 61 milioni ha portato oggi all'arresto di Tonino Perna, l'imprenditore molisano che aveva fondato la Ittierre, trasformata in It Holding con la quotazione alla Borsa di Milano, successivamente commissariata e poi ceduta ad Antonio Bianchi.

It Holding è stato un colosso della moda giovane e, come peso specifico nella moda, ha preso a un certo punto il posto del Gft, che aveva lanciato gli stilisti italiani nelle licenze produttive e distributive, consentendo loro di farsi conoscere nel mondo.

Con Giancarlo di Risio, per lunghi anni amministratore delegato del gruppo, lancia sul mercato collezioni che spopolano come Versus, Versace Jeans Couture, D&G, Just Cavalli, C'N'C Costume National, GFFerrè, passando per marchi di proprietà come Exté e Malo. Anche la Ferrè viene rilevata in due tappe successive, ma a un certo punto iniziano i problemi, a causa di un indebitamento finanziario netto di circa 300 milioni, pari a circa 4 volte la marginalità (e in Borsa la questione pesa).

Il fatturato 2008 viaggia intorno ai 700 milioni, con un utile di pochi milioni di euro dopo tre anni di rosso; le banche, principalmente Efibanca, cercano di rientrare. Si finisce per negoziare un'operazione straordinaria come l'ingresso di un socio, il cinese Bill Ngok, pronto a iniettare liquidità e a salvare collezioni di successo come Just Cavalli: Roberto Cavalli non dimenticherà mai di avere brindato con Mr Bill e Perna poco prima che si scoprisse che l'imprenditore cinese era tutt'altro che il cavaliere bianco annunciato dall'imprenditore molisano.

Il 23 dicembre 2009 Standard & Poor's cala la mannaia: It Holding è in "selective default", con quasi 300 milioni di debiti e 10 milioni di perdite a fine novembre. Nel febbraio 2009 il gruppo, fiore all'occhiello dell'intera Regione, viene affidato all'amministrazione straordinaria del ministro Claudio Scajola. "Chi perde sta zitto", commenta Perna, appassionato di arte e padre di 4 figli.

Da dove siano nati i problemi saranno le autorità a riferire. Ma, secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, alla vicenda non sarebbe estraneo l'oneroso investimento in Diner's Italia.

Commenti

Perchè in Italia dobbiamo distruggere tutto? in un'altro Paese questa azienda sarebbe florida e ricchissima, è stato distrutto un patrimonio che produceva moda,almeno per quanto ricordo, in Italia ed esportava nel mondo le 2' linee dei marchi più importanti e invece alla fine tutto distrutto! Nel nostro Paese si dovrebbe vivere di queste aziende....

.... aveva smesso di foraggiare le mandrie...

Un altro 'pezzo' del Made in Italy che scompare .... l'azienda che ha dato i natali alla produzione D&G e tante altre seconde linee .... ho solo rabbia perchè gli Italiani sanno solo creare per sottrarre e poi distruggere fregandosene di tutto quello che ci sta attorno.

"Chi perde sta zitto". Aggiungerei che chi ruba prima o poi finisce in galera. Migliaia di investitori truffati con un titolo pompato fino al giorno prima del default, centinaia di operai che hanno rischiato di perdere il lavoro ( e alcuni di loro l'hanno definitivamente perso), fornitori strozzati, gioielli come la Ferrè finiti in pasto a investitori con le pezze al xxxx e le casse integrazioni dei dipendenti da pagare, da tutti noi, per i prossimi anni. Questo è stato il risultato della gestione Perna e della sua cricca. Tonino ancora in giro, magari a godersi la sua villa a Capri dopo tutto lo sfacelo fatto e tutti gli altri con il cerino in mano; finalmente oggi una prima risposta dallo Stato, ma ormai è troppo tardi.

...Un buco di 61 milioni di euro?
Non sono in conto tutti i contributi a fondo perduto dati per l'apparato produttivo, che di produttivo pochissimo aveva... ma che speculava sui laboratori e faconisti esterni...messi prima in croce e poi alla fame e chiusura..

Non sono in conto gli oneri sociali (inps-inail ecc..) del personale in quanto esenti o ridotti la minimo, in quanto insediamento in area del mezzogiorno...

CONTRIBUTI E ONERI SOCIALI A carico degli Italiani.. alla faccia di chi lavora e paga e subisce la concorrenza tutelata e legiferata dallo STATO ITALIANO..

QUINDI IL BUCO è TUTT'ALTRO CHE DI 61 MILIONI, IL BUCO VERO è DEL DOPPIO O FORSE DEL TRIPLO.


Credo siano maturi i tempi per alzare le pene per i reati fiscali alla pari di quelli degli Stati Uniti. O si fa così o non ne usciamo. Chi non si farebbe (se mai li farà!) uno o due anni di prigione per poi ritrovarsi un bel gruzzolo nascosto chissà dove? Certo se elevassimo le pene a 25 o 30 anni...

Buongiorno (si fa per dire...) a tutti!
I commenti che avrei sulla punta della lingua li potete immaginare tutti quanti...!!
Ma qui mi limiterò a chiederVi se cortesemente qualcuno di voi mi può suggerire cosa posso fare dato che detengo varie obbligazioni IT HOLD per inserirmi tra i creditori e cercare di riscuotere almeno parte dei miei soldi.
Grazie infinite!!

...chi non sa taccia,
un gruppo dirigente non può essere un giorno dei bravi manager ed il giorno successivo "ladri" come dice Ottanio.
Tonino Perna, Giancarlo Di Risio(che spero guarisca presto) ed Antonio Arcaro sono persone di tutto rispetto e ottimi manager.
Se siete addentro al settore conoscete le problematiche che hanno attraversato e stanno tuttora attraversando i grossi gruppi.
Se le persone commettono reati è giusto che paghino... ma lasciamo alla legge le sentenze.


@giovanni di modena, ...purtroppo credo siano dolori!
La vicenda penale degli amministratori segue una via, altra cosa sara' la procedura fallimentare che, in ogni caso, ovvero se si configurera' in un concordato o in amministrazione straordinaria, ....per i creditori sono sempre....volatili per diabetici!
Il mio consiglio e' quello di rivolgerti ad un legale che monitori l'evolversi della faccenda.....

cara Bottelli, ti consigliamo di leggere il nostro articolo sul crack-fallimento-arresto di Tonino Perna
http://www.adgnews24.com/2012/01/09/moda-pulita-arrestato-tonino-perna-per-bancarotta/

On c'è bisogno delle Autorità per riferire ai lettori. bastava leggere i bilanci.....

Francamente arrestare un uomo così onesto ed anziano dopo mesi e mesi dal disastro sembra un paradosso ed una presa per i fondelli per gli azionisti e i sottoscrittori dei bond. Arrestare anche i banchieri che hanno taciuto ed indagare le responsabilità degli organi di vigilanza mi sembra più rispettoso dell'intelligenza del parco buoi piccolo azionista. Pulizia anche nella moda difficile in un mondo in cui alla competenza si sostituisce la furbizia e la parentela.

@johnjohn...concordo appieno con il tuo paradosso.

Almeno un anno di galera per ogni milione di debito!

Se tiri sotto qualcuno sotto effetto di qualcosa invece 10 giorni di domiciliari !
Ma perfavore !!!
Peraltro in questo caso sarebbe galera preventiva....preventiva di che non si sa !

@redazione adgnews24, ragazzi, Il Sole 24 Ore ha scritto decine e decine di articoli in merito: stamattina quasi mi ci perdevo dentro mentre postavo alle 10 appena arrivata la notiza... potevo fare anch'io il copia e incolla, ma un blog è un blog, appunto

@gigio... aggiungo "dopo più di un anno dalla sua uscita dall'azienda" e regalata dalle banche a Mr White

@tutti, chissa' perche' vedo nell'arresto di Perna e nel blitz di Cortina una certa ....analogia: azioni di forte risonanza demagogica con effetti ...nulli! Mah...

io sono particolarmente dispiaciuta per l'azienda, ma per quanto concerne Perna...
ho appena dato un'occhiata a quanto pubblicato dal Sole: le contestazioni sono davvero pesanti! il carcere potrebbe essere stato adottato al fine di prevenire un concreto ed attuale pericolo di fuga (o di inquinamento delle prove)...
@Madein, il capo di imputazione contestato a Perna è l'esito di un'indagine complessa e dai tempi lunghi....le vicende di It holding successive al 2009, come ci ricorda il post di @paola, sono state certamente travagliate, ma l'hanno portata a riemergere sul mercato con il rinnovo / acquisizione di molte licenze (l'azienda, se non ricordo male, ha anche mantenuto un numero di dipendenti superiore a quello pattuito in sede di ristrutturazione)

Signora Bottelli, lei se non erro era tra le giornaliste che godevano dei privilegi dell'amicizia del Cavaliere Perna, o no? Viaggi a Capri, cartelle stampa per il gruppo..E ora? Andrà a fargli visita in carcere?

@romano, sull'effetto demagogico del blitz di Cortina concordo.
Sull'arresto di Perna, credo sia opportuno saperne di più, per quanto possibile, e soprattutto aspettare gli ulteriori sviluppi della vicenda.
Certamente é vero che spesso il carcere, come misura preventiva, viene utilizzato strumentalmente per fini che non sono quelli previsti dal nostro Codice (tassativamente: pericolo fuga, inquinamento prove,reiterazione reato).
E' vero anche che i soggetti indagati e detenuti il più delle volte rimanguono a languire in carcere per troppo tempo prima che venga disposta la misura alternativa degli arresti domiciliari...
tuttavia, sancire a priori che Perna si trovi in carcere per meri intenti demagogici mi sembra eccessivo (e davvero preoccupante, indicativo della scarsa fiducia che riponiamo nell'azione della magistratura)

DanijelaR. mi dai una mano?

@vw, mi sembra un'azione comunque ...tardiva rispetto agli eventi. Non desidero entrare nel merito dell'attivita' della magistratura...tuttavia temo una progressiva deriva pericolosa verso uno stato di polizia...

@giovanna, gentile Giovanna, non faccio né ho mai fatto cartelle stampa. un viaggio a capri di 3 giorni sì, per decidere se scrivere della Villa Bismarck, un monumento storico, su Ventiquattro magazine, di cui all'epoca ero responsabile. Quel che ho scritto su it Holding e su tutte le aziende della moda e del lusso, soprattutto se quotate in Borsa, è nell'archivio online del Sole 24 Ore e può essere sufficiente per farsi un'idea del mio lavoro
@tutti, non è mai positivo quando una storia imprenditoriale finisce in questo modo. Anche in questo caso, come in tanti altri, una parte non secondaria l'hanno svolta le banche. In negativo, però...

@giovanna, la tua mail è fake. complimenti!

Perchè ILSOLE24 non parla delle centinaia di migliaia di PENSIONANDI MASSACRATI DALLA RIFORMA FORNERO? E di coloro che pagano i CONTRIBUTI VOLONTARI, ma devono sottostare alla LOTTERIA FORNERO?

@romano, questo senz'altro!
a conferma che la macchina della giustizia, estremamente complessa in ogni sua fase, è ormai un meccanismo eccessivamente lento...
@paola, concordo! le banche giocano sempre più il ruolo delle protagoniste, anche nel tam tam quotidiano di notizie: per azioni (negative) od omissioni..

@paola non ti curar di loro ma guarda e passa...

@romano troppo facile rimestare nel fango con il concetto abusato e sbrindellato di stato di polizia...non si sta parlando di accuse contro un vecchietto che ha rubato il latte al supermercato...
se sono veri sono reati pesanti...o no?

@pulchra, vero, sono reati pesantissimi e creano disastri enormi per tutto il sistema economico del Paese.
Tuttavia, se parliamo di principi, anche il vecchietto che ruba il latte commette un reato .....Ma in questo caso istintivamente siamo...indulgenti. I reati vanno perseguiti!
...sono i metodi che, sempre piu' frequentemente, mi fanno paura.

@romano e' da secolo che esiste il concetto di pena commisurata al reato...

@classe 1952, ci sono paginate ogni giorno sul quotidiano e articoli sull'online, sempre ogni giorno, sul tema pensioni

@pulchra, sbagli: confondi tra azione inquirente e azione giudicante.....
Sul tema dello stato di polizia e spirito liberale, lascio ad Oscar Giannino il compito di esprimere il mio pensiero:

Operazione Cortina: il lusso alla berlina, lo Stato in portantina
Oscar GianninoVai ai commentiLascia un commento
Mi spiace che il mio amico Michele Boldrin scriva e pensi che a protestare per l’operazione antievasione a Cortina siano i “liberali alle vongole”. Le vongole, mai piaciute. Ma nemmeno mi può piacere il pescecane pubblico italiano. E se lo difendi, amico mio, puoi dire tutto ma non di essere un liberale. In sintesi, ecco 7 punti a proposito di “Operazione Cortina”: l’ennesima ottima trovata di comunicazione di chi sa fare il suo mestiere, alla testa dell’Agenzia delle Entrate. L’operazione è stata un successo mediatico clamoroso, infatti. Come molte operazioni “a effetto” contro ricchi e vip dello sport, cinema belcanto et similia, che di quando in quando centrano rumorosamente l’obiettivo di consensi che è compito sacrosanto conseguire se siete alla testa dell’apparato pubblico antievasione. Detto questo, i liberali veri e sinceri servono proprio a vedere oltre il fumo mediatico. E il fumo qui è proprio una grande cortina fumogena, che serve e riesce a far dimenticare a tutti qual è lo sacandalo vero numero uno, in materia di fisco. Lusso alla berlina e Stato in portantina? No grazie, da parte mia. Ecco perché.

A) personalmente ero a Cortina ieri per un dibattito con Ennio Doris e altri, e per scatenare un finimondo in sala è bastato leggere a voce alta brani del pezzo sul  Gazzettino in cui l’ufficiale della Finanza competente per territorio si dissocia e afferma che loro non utilizzerebero mai i sistemi adottati su indagini delegate da Agenzia Entrate: assistere ai primi incroci di accuse tra apparati dello Stato impegnati nella sacra crociata antievasione ha dell’esilarante…

B) stamane alla mia trasmissione su Radio24 ho letto pressoché integralmente l’editoriale  sulla Stampa odierna di Luca  Ricolfi: reazioni del pubblico da entusiasmo puro, il vero problema numero uno è la pressione fiscale reale intorno a 60% di Pil, e total tax rate su imprese al 68%;

C) rispetto le idee di tutti, ma il sacro mantra della lotta all’evasione NON è credibile a mio giudizio finché non si assisterà a governi capaci di aggredire lo scandalo numero uno di cui l’evasione è figlia e non viceversa: lo scandalo numero uno è l’aumento di quasi 25 punti di Pil di pressione fiscale inseguendo il continuo aumento della spesa corrente avutosi in 25 anni, cioè nell’arco di una sola generazione. Siamo ai record mondiali. Mentre i Paesi ad alto prelievo hanno modulato aumenti in un secolo da Bismarck in poi, in cambio di un’efficienza pubblica che da noi manca, e con assai minori fenomeni di nicchie di impresa e mercato protette, che vivono al riparo di prezzi e tariffe e aste falsate governate dal pubblico, il che spiega la dinamica pazzesca dei beni e consumi intermedi della PA nel nostro Paese, solo scalfiti da meccanismi di acquisizione centralizzata tipo Consip, e che regolarmente invece vengono confusi con servizi finali da tagliare al pubblico quando lo Stato centrale impugna la scure lineare come ha fatto quel buontempone di Tremonti. In altre parole BASTA CHIACCHIERE ETERNE SULLE SPENDING REVIEW DA ELABORARE DOMANI: SAPPIAMO BENISSIMO DA ANNI che cosa va tagliato e quanto, il problema è credere di avere consenso politico, capacità tecnica e coraggio leonino necessari PER FARLO! Altro che il disgusto dei signori parlamentari che dicono di essere pagati poco, e degli stenografi parlemantari che guadagnano più del presidente della FED. AGGIUNGO CHE ABBATTERE DI 20 PUNTI di Pil almeno IL  DEBITO PUBBLICO TRAMITE DISMISSIONE DI MATTONE DI STATO E’ POSSIBILE E NECESSARIO, E RESTITUISCE FIDUCIA NELL’ITALIA SENZA AMMAZZARE ULTERIORMENTE LA CRESCITA CON TASSE SCHIANTA-PAESE!;

D) ricordo a tutti che il mantra della lotta all’evasione ci ha spinto ormai a misure che non hanno eguali in ALCUN paese avanzato: il limite al contante a 1000 euro non c’è in Germania come non c’è in Uk, in Francia c’è un limite mensile alle operazioni in contanti oltre il quale scatta la segnalazione. Da noi, passando in questo 2012 dalla fotografia statica di conti e saldi bancari alla condivisione in banche dati publiche dell’intera dinamica quotidiana di OGNI OPERAZIONE BANCARIA, consentiamo ad Agenzia delle Entrate e pm il controllo comportamentale profilato di ciascuno di noi. Per dire: un pm sulla successione temporale di operazioni bancarie potrà disporre l’apertura di fascicoli in cui il mero determinarsi di flussi può costituire ipotesi di reato. Se alcuni o molti di voi sono convinti che tutto ciò è utile e giustificabile in nome della lotta all’evasione e al riciclaggio, cioè se pensate come Michele Boldrin che ad avere dubbi e contrarietà fortissime su questa batteria di misure si sia amici di evasori e “liberali alle viongole”, secondo me siete invece o vittime in buona fede della campagna di balle di Stato, oppure siete passati consapevolmente o meno armi e bagagli in campo statal-populista.  Personalmente mi ha dato molto da riflettere il libro ultimo del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che vi invito a leggere - Soldi Sporchi. Mi hanno provocato forti maldistomaco cifre  citate da fonti assolutamente non credibili tipo la Loretta Napoleoni che va tanto per la maggiore in Italia (esempio: “le oltre 200 filiali di banche italiane all’estero hanno riciclato 5000 miliardi di dollari” Bum! un terzo del gdp USA? In quanti anni? da dove si prende il dato? chi lo dice? su quali basi? è l’Ocse? è il FMI? è la BCE? E’ bankitalia? ma no, ah beh allora scatta la risata…. a Grasso glie l’ho chiesto in trasmissione, la sua risposta è che a difendere il sistema della libertà assoluta del capitale transnazionale si difende la possibilità della mafia di nascondersi, e che questo è lo stesso scopo delle imprese, nascondere i proventi agli Stati e al fisco, frase che trovate anch’essa testuale nel libro pregevolissimo del signor procuratore… al che ho doppiamente rabbrividito, perché se imprese private uguale mafia allora viva il comunismo e la facciamo finita con le chiacchiere

E) ricordo inoltre a tutti che l’esperienza di questi anni ci dovrebbe aver dimostrato a che cosa porta la sin qui verificata impossibilità di limitare e controllare l’infinito numero di punti di accesso a banche dati unificate tributarie catastali e bancarie e contributive. Il mio povero ex professore di diritto costituzionale Pizzetti, garante della Privacy, può a quattr’occhi chiarirvi quando volete l’impossibilità che egli e la sua esilissima struttura possano svuotare l’oceano con un cucchiaino, per limitare gli abusi. Cinque anni fa i soli punti d’accesso nei Comuni italiani risultavano essere oltre 90mila, e oggi ne restano oltre 20mila, la promessa tracciabilità degli ingressi per effettuare controlli resta sulla carta, perché le password sono condivise. A tali accessi se ne sommano migliaia di altri nell’intero sistema periferico delle quattro agenzie tributarie, Gdf, forze di polizia, polizia giudiziaria  etc etc, nei quali la tracciabilità è ancor più sulla carta che nei Comuni, dove un giro di vite venne effettuato dopo lo scandalo relativo agli accessi – centinaia, erano – per controllare Prodi e sua moglie oltre a Berlusconi e famiglia…  Dovremmo inoltre tutti ricordare che il mercato nero opaco e parallelo delle security private – di solito funzione affidata nelle imprese italiane non a caso ad ex appartenenti dei corpi dello Stato, vedi Tavaroli – prospera esattamente su dati ricavati illecitamente da punti d’accesso alle banche dati sensibili pubbliche, accessi effettuati da ex colleghi e amici in cambio di piaceri e denaro. Se anche qui mi dite che chi non ha nulla da nascondere non ha niente da preoccuparsi allora è certificato, siete statalisti orwelliani, piantatela di dirvi o pensarvi liberali e iniziate a cantare che l’ignoranza è forza e la privacy l’ombra dietro la quale si nascondono i nemici dello Stato;

F) sempre in materia di lotta all’evasione e di arcifamoso e plurinvocato contrasto d’interessi in materia di scarico dell’Iva, purtroppo si commenta da sola la figura penosa sul Corriere di ieri e autocorrezione di oggi di Giavazzi e di Alesina, trascinato temo dal primo non per la prima volta in argomenti di cui evidentemente sa poco e me ne dispiace, perché ne ho una stima assoluta come stimo l’a volte però troppo acceso Giavazzi. Finché a invoncare la detrazione per tutti sono lettori e ascoltatori che ignorano il diritto tributario, o politici demagoghi, va bene. Altrimenti l’abc del diritto tributario italiano dovrebbe ricordarci  due cosette basilari: il divino contrasto d’interessi invocato da anni per far emergere nero fiscale fa dimenticare a molti che IVA NON è imposta generale sui consumi ma appunto sul valore aggiunto, ergo HA PIENA COERENZA che a detrarre siano solo i soggetti – fisici e giuridici – per i quali l’acquisto di beni e servizi intermedi costituisce input rispetto al quale c’è output di beni e servizi offerti a terzi con proprio valore aggiunto. ERGO ANCORA E’ certo ovvio che potremmo – dietro complesso negoziato con Europa, per evitare asimmetrie comunitarie, e la materia posso garantire che è assai spinosa – cambiare natura all’imposta e a quel punto estendere a tutti sia pur diversamente graduate  detrazioni, MA A QUEL PUNTO dovremmo abbassare energicamente il prelievo sui redditi  perché in caso contrario accresceremmo ulteriormente gli effetti della mancata neutralità del prelievo complessivo;

G) solo che NESSUNO qui parla più di riequilibrare il sistema per abbassare di molto il prelievo su redditi e impresa a fronte di VERE compressioni di spesa: nell’ambito quantitativo di riferimento di quei quasi meno 7 punti di Pil di spesa pubblica e prelievo che la Germania ha totalizzato dai primi anni 2000 al precrisi. Certo, i tedeschi hanno cambiato il welfare e realizzato grandi contratti aziendali di produttività in tutte le grandi imprese, per accompagnare un simile turnaround pubblico con più produttività privata. E’ quel che si dovrebbe fare. Obiettare alle verità taglienti di Ricolfi accusandole di stantia polemica antimeridionale, inoltre con il mantra della lotta all’evasione,  per me equivale a negare che da quelle priorità sacrosante discendono conseguenze politico-economico-fiscali altrettanto sacrosante. Ed è di questa negazione costante, che vive la difesa di un prelievo fiscale rapinoso che cresce cresce cresce, e la difesa di una spesa pubblica vergognosa che si riesce al massimo – nei punti di maggior crisi nazionale come il 2010-2011 e sotto Amato – a fermare per pochissimo nella sua dinamica di costante crescita, ma MAI A invertirne stabilmente il segno per un decennio a venire con misure strutturali. Lo hanno fatto negli ultimi decenni Paesi come Canada e Germania, Australia e Nuova Zelanda, e cito apposta queste democrazie welfariste per evitare di farmi dire che sono solo thatcheriano. Ma viva la Thatcher tutta la vita, per quello che mi riguarda, e vergogna a chi si fa cameriere della rapina di Stato.

E sul tema "demagogico" dell'evasione fiscale:
https://twitter.com/r_calcolato/status/156434052243668992

@romano ti sembra civile e rispettoso dei poveri lavoratori dipendenti sostenere che evadere le tasse e' legittima difesa? conosci il concetto di apologia di reato?
un po' di pudore, please...
un po' di senso civico...
un po' di buon senso...

@tutti, per cortesia, non postare cose così lunghe, seppur interessantissime, eprché chi ci segue da iPad ecc è costretto a girare un sacco di pagine per leggere tutto e così ci abbandona per strada - grazie

@pulchta, a riddaie!!! Ma chi sostiene cio' che affermi???

@paola, chiedo scusa.....

dimenticate che la quotazione in borsa del gruppo allora ittierre è stata possibile grazie all 'acquisizione del 75% del marchio Romeo Gigli nel 1999.
e che dal 2004 ( per l'esattezza dal 2 settembre ) stiamo combattendo affinchè emergano le varie frodi del gruppo!

@romano, domani leggerò meglio il tuo post...cmq, se tu citi Oscar Giannino, io rinvio tutti a Piero Ostellino ("il dubbio" - Corriere della Sera di sabato 7 gennaio).
Commentando i fatti di Cortina, pone la questione nell'ottica di una (preoccupante) equazione:lotta all'evasione fiscale = lotta di classe...
e credo abbia perfettamente ragione! questa tendenza é già in atto e rappresenta la mentalità tipo dell'italiano medio: sempre a guardare nell'orticello del vicino, rodendosi dentro se é più verde...la diretta conseguenza é la criminalizzazione della (onesta) ricchezza, in quanto tale

@vw, e' proprio questo il punto. Mi spiace che alcuni confondono una critica ai metodi con l'apologia della evasione fiscale.....

scusate ma fino a prova contraria E' lotta di classe...lavoratori dipendenti = pagatori di tasse vs resto del mondo o sbaglio?

@romano e' nella prima frase che hai postato su twitter

@pulchra, appunto, non sei andata a leggere....
La frase (non mia) e' il titolo di un articolo che vuole evidenziare un diverso modo di ridurre la pressione fiscale, non indicando (giustamente a mio avviso) la sola lotta (sacrosanta) all'evasione fiscale!
Parla di sprechi, riduzione della spesa pubblica, privatizzazioni e lotta alle concentrazioni mediante liberalizzazioni, ect.
...e' di buon senso, mi pare.

@pulchra, scusami ho riletto il tuo post e sono atterrito: parli di lotta di classe, quindi conflitti sociali derivanti da chi e' lavoratore dipendente vs autonomi?
Spero di non aver capito data l'ora, la stanchezza ed...il fuso che sto pagando.!

Ma è possibile al giorno d'oggi diventare (stra) ricchi rimanendo onesti ?

@lola, ...senza falsa ipocrisia, in Italia : no!

non capisco perche' ci siano tante persone in questo blog che si risentono quando ci si schiera con fervore contro l'evasione fiscale...
non capisco perche' si parli sempre piu' spesso di stato di polizia in riferimento a dei funzionari che fanno dei controlli sull'emissione degli scontrini fiscali...
non capisco perche' se la polizia da' corso ad una richiesta di arresto richiesta da un magistrato ci si preoccupa dei metodi usati...quali metodi?
ma capisco che di fronte alle prime avvisaglie di lotta all'evasione fiscale in molti si rivoltino come serpenti a cui hanno pestato la coda...
capisco che forse ai primi sentori della fine di un'epoca di impunita' ci si possa sentire disorientati ;-)
ma sono contenta che finalmente si cominci a rendere giustizia ai lavoratori dipendenti che con il loro sudore hanno pagato anche ii privilegi degli intoccabili...

good night

Dicono che ci siano solo due posti dove il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno, e all'inferno, dove ce l'hanno già...........

troppo forti gli indignados quando fa comodos...

al bar Casablanca...caro buon vecchio Gaber, come uno scotch whisky che invecchia in botti di quercia da 20 anni...

@pulchra, ci sono anche dei lavoratori indipendenti che non hanno mai evaso, io per esempio come artista ho sempre dichiarato tutt i miei guadagni. Meglio l'onestà della richezza. La richezza è come lo zucchero più se ne mangia più se ne vuole. La giustizia però è troppo lenta.

@lola non lo metto in dubbio, pero' e' anche vero che l'unica categoria che paga regolarmente le tasse sia quella dei lavoratori dipendenti, il resto sta al senso civico e all'onesta' individuale...

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