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Asia-Pacifico primo mercato per Hermès nel 2011 @Moda24

Un fatturato di 808 milioni di euro nel'area Asia-Pacifico nel 2011, in aumento del 29,4% a cambi costanti, sostiene i conti di Hermès, che peraltr ha registrato incrementi a doppia cifra in tutte le aree geografiche (tranne il Giappone). Per l'intero anno, il prestigioso marchio parigino ha realizzato ricavi di 2.841 milioni (+18,3% sul 2010). Di questi, 2.379 sono realizzati nei negozi diretti, mentre i restanti 349 sono riferiti a profumi, orologi e art de la table, disponibili anche in altre tipologie di punti vendita (infine 113 milioni sono i ricavi del marchio di scarpe John Lobb).

Interessante notare che Hermès ha aperto a Mumbai il primo negozio in assoluto situato al di fuori di uno shopping mall. Per la serie: apripista.

Commenti

Grandi.

non solo: ma primi a creare, con Shang Xia, un brand cinese, primi ad aprirne la boutique a Parigi...

innovatori nel solco della loro tradizione: félicitations!

quale realtà italiana é loro paragonabile?
Miuccia e Bertelli?


mergine operativo visto sopra il30%

VW credo proprio di no, Ferragamo semmai

@tutti,la verità è che bisogna tornare a pensare nell'ottica di politiche industriali di lungo periodo, immaginare come vogliamo che sia l'Italia nel 2020, nel 2030. Questo significa capire se vogliamo avere ancora e se siamo in grado di avere ancora un polo chimico-farmaceuico, il tessile, l'auto, la cantieristica, etc, etc, ed attrezzarci di conseguenza. Da soli gli imprenditori fanno poco, deve essere lo Stato a guidare questi processi, ad ogni modo, qualcosa si muove, secondo la stampa la CDP-FII stanno studiando progetti (gia molto avanzati) di consolidamneto settoriali e di filiera-aggregazioni ed acqusizioni al estero. Illusorio?

Politiche di lungo periodo, sacrosante parole...

il caso piu' eclatante e' quello di Apple...
fondata 36 anni fa dal nulla, dal 2011 e' una delle aziende piu' grandi al mondo per capitalizzazione finanziaria, ha superato perfino la ExxonMobil come l'azienda di maggior valore al mondo...
a fine luglio 2011 Apple aveva in cassa più del governo americano: un flusso di cassa di ben 75,876 miliardi di dollari contro i 73,768 del forziere di Obama

un'azienda sviluppata con una cultura aziendale tutt'altro che votata al profitto di breve periodo...

un'azienda con un assortimento prodotto molto piu' limitato dei suoi concorrenti, "less is more";
in cui gli ingegneri fanno gli ingegneri, i designer fanno i designer ed il CFO fa il CFO, "stay focused";
in cui "strategy is figuring out what not to do", "edit down";

"perhaps Apple's most radical act of refusal is the way executives at the highest ranks will not chase revenue for revenue's sake. The point is that the Apple culture doesn't begin with an exploration of how to make the most money. The goal of Apple is not to make money but to make really nice products, really great products. If they are good, people will buy them and Apple will make money.

At Apple they are convinced that high quality products will ultimately generate more profits. It's the classic long-term approach"

Adam Lashinsky "Inside Apple"

a case history...

ed inoltre quello che manca all'Italia...e che fa grandi gli americani
http://blogs.wsj.com/wealth/2012/02/09/the-most-generous-rich-people-youve-never-heard-of/?mod=e2tw

I straricchi americani possono essere generosi perché praticamente non pagano tasse.

@tutti, adoro la vostra fedeltà a questo blog, anche quando mi assento per ore e ore (perché vado alla Spa, eh!!!)

@paola io veramente ti immagino impegnatissima in questi giorni...

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