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Cosa si nasconde dietro il tourbillon degli stilisti

Ricapitolando: pochi minuti fa Wwd ha annunciato che Yves Saint Laurent, "gemma" francese della francese Ppr (gli star-brands sono Gucci, in primis, e Bottega Veneta), sta per bruciare il direttore creativo Stefano Pilati sostituendolo con Hedi Slimane, ex stilista di Dior Homme "ritiratosi" in fretta dai fulgori delle passerelle per trasformarsi in acclamato fotografo.

Intanto, tre ore fa a Milano moda donna una standing ovation ha salutato alla sfilata Jil Sander il bravissimo Raf Simons che andrà probabilmente a prendere il posto di John Galliano da Dior. Al posto di Raf ritorna la signora Jil Sander, che tanti anni fa aveva venduto l'azienda alla Prada e che aveva fatto un tira-e-molla in andata e ritorno ad Amburgo, prima di lasciare per sempre il quartier generale causa dissapori con Patrizio Bertelli, allora azionista del marchio tedesco.

Dimentico qualcuno? Spero di no.

Oggi nel backstage, interrogato da un giornalista inglese sul rilancio di Jil, "una stilista anziana", ha detto il collega, Giorgio Armani ha replicato che la signora "ha fatto delle cose interessanti a suo tempo" e che, comunque, " con quel che si vede in giro, occorre rimboccarsi le maniche e fare vestiti per aiutare le persone a migliorare il look".

E' altrettanto vero, in ogni caso, che dietro il glamour e la storia di tanti marchi ci sono dati di bilancio insoddisfacenti. Più volte in questo blog ho scritto che il fatturato Dior è considerato piccolo dagli analisti - e vedremo ora come Simons saprà cavarsela in un'azienda che concentra le vendite soprattutto sulle borse (e sul settore beauty). Da Yves Saint Laurent la storia è simile: nei risultati 2011 appena annunciati dalla controllante Ppr i ricavi Ysl sono pari a 354 milioni (poco più di un decimo rispetto a Gucci, nonostante il nome prestigioso) e i profitti operativi a 41 milioni, pari all'11,6% dei ricavi. Per Gucci il margine è il 30,2%.

Tutta colpa solo di Pilati? Attendo le vostre valutazioni (yes, son tornata!).

Commenti

Sempre simpatico e cortese l'Armani, come si permette ?
Mi pare che nel ballo degli stilisti ti dimentichi di Galliano da Schiapparelli o non è fatta ?
Vendere è la parola d'ordine che ha preso il posto di creatività.

su MF scrivono che Pilati andra' da Dior...
altro che valzer delle poltrone questa e' una quadriglia...

roba da campionato

Ma, come i politici, sono sempre gli stessi stilisti che si vedono in giro nel gioco delle sedie, non potrebbero tirar fuori dal cappello qualcuno di nuovo ? Di sconosciuto?

Mi piacerebbe vedere cosa fa l' acclamatissimo Slimane, ma Pilati mi piaceva, e molto! Sono (stato) l'unico? E poi, gira e rigira, qua qualcuno rimane sempre fuori, sia lui o Simons, secondo quello che dice Pulchra.

Borse , accessori e cosmetici hanno sempre tirato avanti il carro , pero' mai come ora mi vien da dire ;allora mi domando , se c'è questa frenesia delle vendite nell'abbigliamento , perchè i Boss non prendono stilisti più "easy" ( passatemi il termine ) ?
Raf da Dior? Slimane da YSL? loro sono veri creativi , e come tali non si preoccupano delle vendite , com'è giusto che sia.

@tutti, l'equilibrio fra creativita' e conto economico e' un'arte che non riesce a molti

La risposta alla domanda di Paola è nella domanda stessa ... YSL non è mai riuscita a spingere sulla pelletteria che, gli altri brand presenti nel portfolio di PPR docet .. , è fondamentale per poter spingere sui volumi e sui margini.

@fabrizio1
dopo la Mombasa* il nulla


*si chiamava così, la borsa hobo con il manico fatto in corno, un po' dolorosa a livello clavicola se pienotta?

@biba
Sì, la Mombasa. Che poi è rimasta per un po' in produzione e ora non la fanno più. Però a me la pelletteria di YSL piace (muse two, roady, chyc...). Bah, sarò matto

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