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Le sfilate? Non sono green. E i big non aiutano i giovani

Rimpolpo qui la mia analisi sul Sole 24 Ore di oggi 22 giugno
“Ancora una volta, sono io che sfilo per ultimo e per giunta da solo. È ora che anche gli altri marchi, a turno, facciano questo sacrificio e la Camera della moda deve darsi una mossa in questo senso”. Dall’alto dei suoi 82 anni, Giorgio Armani non la manda a dire riguardo all’annoso problema del calendario delle sfilate di Milano. Un calendario, quello della primavera 2017 dedicata all’uomo, che si snocciola su alcuni punti di forza e altri di debolezza. 

Tra i primi, va innanzitutto evidenziato il profondo substrato artigianale e industriale della filiera, capace di lavorazioni altrove inimitabili. Poi, la forza propulsiva di una manciata di brand che, ognuno a modo proprio (seppur tra alti e bassi stilistici), catalizzano l’attenzione di compratori e media. Infine, lo sforzo anche finanziario di giovani marchi di allargare la fruizione dell’evento-sfilata a un pubblico più allargato, con un intento “democratico” tipico della Design week milanese di aprile.

Proprio quest’ultimo aspetto, però, presenta anche uno spiacevole risvolto della medaglia, con imperdibili dinner organizzati in sovrapposizione degli show degli stilisti emergenti, che perdono la chance di vedere i fashion editor seduti in prima fila. Gli influencer, invece, ci sono, pagati a peso d’oro e in grado di “attizzare” lo shopping de corteggiatissimi Millenials.

Aggiungo una considerazione finale sulla sostenibilità: non trovo per nulla green spararsi ore di auto ogni giorno, andando e tornando nella medesima location a distanza di 1-2 ore dopo avere fatto il giro di Milano, per assecondare i capricci dei big. Il calendario di lunedì era allucinante e asso igliava a quelli, pure assurdi, di Parigi, dove dal centro ti spediscono alla Villette e ritorno. Così creiamo traffico e inquinamento, buttiamo il carburante. E, dunque, non siamo green.

  • Tocqueville |

    @TheMaleMood: secondo me vale anche per le donne.

    Non so bene rispondere alla tua domanda… Secondo me un errore che a volte fanno alcune persone è comparare cose diverse tra loro (ad esempio un designer emergente che non ha neanche un’azienda sua ed un impero come Armani).

    Penso che Armani non sia percepito da molti come cool. Lo trovano ripetitivo. Io non amo tutte le sue collezioni però ammiro ciò che ha costruito… Non è da tutti creare una grande organizzazione come ha fatto lui. E poi, non bisogna dimenticare che una volta che crei una macchina così grande, la macchina deve camminare.

    Tra le ultime cose che ha fatto Silos non mi è piaciuta perché non l’ho trovata innovativa. Invece mi è piaciuta la mossa di entrare nella Haute Couture con Armani Privé. Avere una presenza anche al top del top di gamma contribuisce al prestigio del marchio. (L’unica volta che ho visto un commento sulle vendite, sembra anche che Armani Privé venda e sappiamo bene che questo non vale per tutte le collezioni Haute Couture).

  • themalemood |

    @Tocqueville sono anni che Re Giorgio ribadisce (sopratutto nella settimana maschile) che bisogna fare abiti da uomo per venderli non per farli solo sfilare. E lui lo dice con piena cognizione di causa.
    Chissà perchè Giorgio non è mai soggetto alla claque … un mistero o semplicemente perchè non ha bisogno di avere un seguito mediatico per vendere?

  • Tocqueville |

    @Giorgio: non sparire così a lungo che scrivi cose simpatiche e interessanti!

    BALENCIAGA: secondo me a molti (me incluso) manca molto Nicholas.

    VALENTINO: a me è piaciuto! Ma è vero che a me piace uno stile abbastanza austero e minimale à la Jil Sander.

    @Biba: CHE SCOOP! Non ci fa una bella figura il “divo” Hedi che non ha bisogno di chiedere mai.

    @Tutti: ARMANI: ho letto diversi commenti… Aldilà della critica ed al fatto che lui possa piacere o no, l’impero Armani VENDE VESTITI (non vive di accessori, profumi, cosmetici).

    A me quest’idea di disegnare vestiti pensando di finire al museo non piace (anche se apprezzo il genio di un McQueen, la classica eccezione alla regola). Mi piace quando esco vedere persone normali che indossano moda. Armani ci riesce. Tanti molto adorati dalla gente “cool” fuori dalla sfilata non esistono.

  • biba |

    a me questi qui sembrano veramente die produttori di cara vecchia FUFFA …

    la differenza e´che ora c´hanno la claque online…

    most probably qualche migliaia di robot prodotti in Serie dal cognato ucraino hacker

    c´e´SEMPRE di mezzo un COGNATO in questi casi, ricordatevelo bene….
    cherchez le beau-frere…

  • biba |

    zio Fester lui si´che era cool!! 🙂

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