24 maggio 2012 - 13:05
Stamattina, prima di un'intervista in centro, ho fatto due passi in via dell'Orso e via Ponte Vetero, proprio "sotto" il murales di Armani. Bene: a parte gli strepitosi plurimarca di Antonia, che hanno i prezzi elevati del lusso (vetrine stupende, tra l'altro), altri due o tre multibrand di livello decisamente inferiore, ma comunque con buoni prodotti, hanno già i saldi prematuri: -30%. E chiunque qui a Milano sa che nei negozi nei quali compra (comprava?) abitualmente sconti più accentuati del passato già da oggi e quasi-saldi ai primi di giugno.
Del resto, i flussi finanziari comandano la nostra vita. E, dunque, anche quella dei retailer, alle prese con consumi in forte calo, salvati parzialmente solo dallo shopping dei turisti stranieri, di cui peraltro Milano è zeppa. Ricordo quando sono andata a vivere da sola, un secolo fa: mio padre mi ha fatto uno specchietto dei flussi finanziari con stipendio, rate del mutuo, bollette, alimentari ecc ecc.
I negozianti hanno l'affitto, le bollette, i costi del personale e, ça va sans dire, devono pagare la merce che è bloccata sugli scaffali. Meglio iniziare subito con gli sconti: chiamiamoli vendite promozionali o Pippo&Pluto, la definizione è indifferente.
Ma non sarebbe forse meglio per tutti decidersi a tirare giù questi benedetti prezzi fin dall'inizio?
Ps Ora risponderanno i dettaglianti inferociti
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